WORKSHOP SAGAPÒ TEATRO

PREMESSA:

Esistono linguaggi universali, condivisi (anche se con particolarità specifiche) da tutti gli esseri umani e a tutti comprensibili. I codici artistici, in particolare, hanno in sé un carattere universale che li rende un ottimo mezzo di scoperta di sé e delle proprie potenzialità oltre che di dialogo con gli altri.

 

L’Associazione Culturale Sagapò Teatro, composta da artisti di diverse discipline, propone una vasta offerta di laboratori volti a migliorare le possibilità comunicative e relazionali dei partecipanti attraverso la pratica di diverse tecniche di comunicazione:

Teatro e Tecniche di comunicazione (Chiara Visca)

Storytelling (Chiara Visca, Paola Balbi, Armin Barducci)

Fumetto/Grafica (Armin Barducci)

 

Ogni laboratorio può essere adattato alle esigenze tematiche e tecniche, nonché al target dei partecipanti, di seguito quindi daremo solo indicazioni di massima da ridiscutere in fase organizzativa. La proposta è strutturata in modo da costituire un percorso formativo articolato e coerente (vedi schema ultima pagina), ma, con i dovuti accorgimenti, ogni sezione del percorso e ogni singolo laboratorio possono essere sviluppati autonomamente.

DESTINATARI:

Le tecniche proposte possono essere utili a chiunque, indipendentemente da quale sia il suo curriculum, età, sesso o condizione sociale e culturale, si trovi in contesto lavorativo o quotidiano nella situazione di dover comunicare e relazionarsi ad altri.

In particolare proponiamo questi percorsi a:

  • formatori (insegnanti, operatori sociali, culturali e sanitari) che giornalmente si trovano a gestire il rapporto con la loro utenza specifica
  • studenti (soprattutto a partire dalla scuola secondaria inferiore) che possono migliorare la propria capacità espressiva e le proprie competenze relazionali in contesto scolastico
  • manager e team leader di organizzazioni aziendali per potenziare le proprie capacità gestionali, organizzative e commerciali
  • studiosi di scienze sociali (antropologi, sociologi, mediatori culturali) che possono sfruttare queste competenze per rendere più semplice la comunicazione con persone di culture altre.

 

Numero minimo di partecipanti 8 persone.

Trattandosi di un lavoro ad personam molto intenso si consiglia di non superare il numero massimo di 25 partecipanti per laboratorio. Nel caso il gruppo sia superiore alle 12 unità, sarà valutata la possibilità di affiancare un assistente al conduttore di laboratorio.

 

Nel caso in cui il laboratorio sia rivolto a formatori e/o operatori sociali è prevista la possibilità di richiedere al conduttore del Laboratorio un’attività diaccompagnamento e supervisioneper sperimentare le diverse tecniche sulla propria utenza


TEATRO e COMUNICAZIONE

Il training teatrale è volto principalmente a migliorare e potenziare la capacità comunicativa e di relazione attraverso l’uso consapevole del corpo, della voce e dello spazio.

Ogni giorno ci troviamo ad affrontare situazioni in cui abbiamo l’esigenza di comunicare e relazionarci con singole persone o gruppi sempre diversi.

Prendendo spunto da diverse tecniche teatrali proponiamo un percorso che faciliti i partecipanti a gestire nel loro quotidiano la propria espressività adattandola efficacemente alle diverse occasioni

GRAMMATICA DELLA COMUNICAZIONE:

La maggior parte di noi non è consapevole del proprio linguaggio non verbale: non ne conosce né le potenzialità, né gli ostacoli che conseguono ad un’espressione scorretta o del tutto casuale.

Obbiettivi: Imparare a conoscere e gestire il proprio linguaggio non verbale (posture, gesti, voce, uso dello spazio) significa arricchire la propria capacità di comunicazione e renderla più efficace. Padroneggiare i fondamenti di questo linguaggio ci permette inoltre di “leggere” e comprendere anche le persone e le situazioni con cui ci relazioniamo.

Migliorare la propria capacità di ascoltoe renderlo attivo e positivo e interpretare correttamente il linguaggio non verbale del nostro interlocutore significa avere la capacità di facilitare la comunicazione e la comprensione reciproca.

Temi: Postura e movimento, respiro e voce, relazione, uso dello spazio

Destinatari: formatori, studenti, manager e team leader, studiosi di scienze sociali

Spazio e materiali: sala ampia e libera da ingombri

Durata minima: 4 ore

IL CORPO ESTREMO E I RAPPORTI DI FORZA:

Attivando personalmente il proprio corpo e la propria immaginazione in un’improvvisazione guidata e contestualizzata si possono indagare i rapporti di forza e le soluzioni alternative al conflitto diretto. Per rendere più rapida e comprensibile quest’esperienza è utile passare attraverso l’esagerazione e l’estremizzazione. In questo senso il laboratorio utilizzerà su giochi ed esercizi mutuati alle tecniche del Teatro fisico. 

Obbiettivi: Potenziare la propria espressività attraverso l’analisi e la scomposizione del movimento estremizzato (apertura/chiusura, punti di forza e di debolezza, motori, maschere, mimesica).

Attraverso la simulazione di rapporti di forza e di situazioni conflittuali, si può rendere più rapida la capacità di reazione e d’improvvisazione.

Sperimentare la possibilità del linguaggio grottesco e ironico può fornire una valida alternativa nella soluzione di rapporti di forza o in situazioni di contatto con la diversità.

Temi: Scomposizione e analisi del movimento, improvvisazione, Commedia dell’Arte, Clownerie. 

Destinatari: studenti, manager e team leader, studiosi di scienze sociali

Spazio e materiali: sala ampia e libera da ingombri, abbigliamento sportivo

Durata minima: 4 ore 

L’INDIVIDUO E IL GRUPPO:

Conoscere e saper gestire le dinamiche tipiche di un gruppo, tenendo presente le singole individualità che lo compongono, consente di gestire la comunicazione in modo ampio ed efficace.

Al contempo saper difendere e affermare la propria individualità specifica e multiforme senza rinunciare al necessario senso di appartenenza a un gruppo può aiutare a gestire in modo più sereno la relazione con gli altri.

Obbiettivi: Grazie all’analisi del coro teatrale e delle dinamiche che lo muovono si può comprendere meglio la propria innata attitudine a confrontarsi con un gruppo di pari e le difficoltà e i vantaggi che questo comporta.

Il gioco teatrale insegna a considerare la propria individualità non come qualcosa di rigido e immutabile ma come qualcosa di liquido e multiforme, allontanando la sensazione d’inadeguatezza o di difficoltà a relazionarsi.

Affrontando la figura dell’“eroe” in relazione al coro (sia esso traditore della compattezza o baluardo dei valori del gruppo stesso) si possono sperimentare direttamente le dinamiche politiche che regolano i rapporti sociali.

Temi: Coro teatrale, figura dell’eroe, identità e appartenenza, lavoro di gruppo. 

Destinatari: formatori, studenti, manager e team leader, studiosi di scienze sociali

Spazio e materiali: sala ampia e libera da ingombri

Durata minima: 8 ore

LE PAGINE CHE SANNO RISPONDERE:

Nella letteratura teatrale si trovano pagine in grado di far risuonare in noi empaticamente corde universali, ma i testi teatrali non sono fatti per essere letti, bensì agiti, dato che proprio nel passaggio dalla pagina al testo nascondono il loro valore.

La letteratura (teatrale e non) ci fornisce uno strumento potentissimo di interpretazione della vita e la possibilità della catarsi.

Obbiettivi: Affrontare l’analisi di un testo nell’ottica di “agire” apre nuove prospettive di lettura e di interpretazione.

Sperimentare sul proprio corpo un diverso “carattere” sviluppa la capacità critica e di comprensione.

Potersi riferire al testo di un grande scrittore per leggere la realtà presente aggiunge spessore alla nostra capacità di osservazione.

Temi: Analisi del testo, studi di messa in scena. 

Destinatari: studenti, formatori (materie umanistiche)

Spazio e materiali: sala ampia e libera da ingombri, testi di riferimento

Durata minima: 16 ore

 

NB: Nel caso fosse richiesta una messa in scenadel Workshop, la durata minima del singolo Laboratorio è da considerarsi, per ovvie ragioni, di 40 ore.


STORYTELLING

Fin dalle epoche più remote e indistintamente ai quattro angoli del mondo, le storie tramandate oralmente sono state un veicolo di trasmissione di cultura e conoscenza.

Alle immagini dei miti e delle storie archetipe le antiche civiltà affidavano l`importantissima missione di tramandare l’esperienza, la storia e pertanto l’identità stessa del proprio popolo.

 

Per Storytelling s’intende quindi l’arte di usare il linguaggio, la vocalità e/o il movimento fisico e la gestualità per rivelare gli elementi o le immagini di una storia davanti ad un pubblico specifico.(definizione del NATIONAL Storytelling USA). Si tratta di una narrazione basata sull’improvvisazione la cui fruizione primaria è in tempo reale e da persona a persona. 

Lo Storytelling, infatti, trova il suo raggio d’azione non solo in ambito performativo ma anche nel settore dell’istruzione e della mediazione culturale, in campo aziendale e come supporto terapeutico.

GRAMMATICA DELLA NARRAZIONE:

Il laboratorio verte, attraverso esercizi specifici, ad attivare un percorso di sviluppo delle capacità narrative di ciascun partecipante. La scoperta delle storie tradizionali di diverse culture è un passo essenziale verso la comprensione della cultura di un popolo.

Obbiettivi: Il metodo dello Storytelling non richiede di imparare il testo a memoria, ma di restituirlo ogni volta con parole proprie, stimolando così la costante ricerca di nuovi vocaboli che rendano la narrazione efficace, appassionante e affascinante.

In tal modo un’attività piacevole come il raccontare e ascoltare storie diventa naturale veicolo di apprendimento culturale e linguistico oltre a migliorare sensibilmente la creatività e la sicurezza nell’esposizione.

La pratica di improvvisare la drammaturgia di una narrazione pone l’accento sulla necessità di organizzare un discorso per renderlo efficace.

Temi: Tecnica base di Storytelling improvvisato, metodo delle immagini, memorizzazione e narrazione orale, sviluppo dello stile personale

Destinatari: formatori, studenti, manager e team leader, studiosi di scienze sociali

Spazio e materiali: sala ampia e libera da ingombri

Durata minima: 4 ore

STORIE DI SÉ E DI ALTRI:

Oltre a riferirsi alle storie tradizionali lo Storytelling è una metodologia che permette di raccontare sé stessi e il proprio vissuto, ma trasformando l’esperienza personale e il proprio punto di vista in un racconto interessante e fruibile da un pubblico vasto e variegato. 

Soprattutto in caso di storie drammatiche e dolorose o quando ci si trova in momenti di grande cambiamento l’esigenza di raccontare si fa impellente, sia che si tratti di costruire memoria per quelli che verranno che quando ci troviamo a verbalizzare per riuscire a chiarire, in primo luogo a noi stessi, quello che è accaduto.

Obbiettivi: Aprirsi e condividere con altri un racconto personale significa saper esprimere il proprio punto di vista e la propria sensibilità attraverso simboli archetipi universali e tradurre il proprio vissuto in un linguaggio artistico filtrandolo con la fantasia.

Regalando e condividendo una storia personale si può raggiungere la giusta distanza dall’esperienza o dall’emozione vissuta, che ci consente di oggettivarla e relativizzarla, facilitando così il superamento di situazioni traumatiche o imbarazzanti.

Condividere e scambiarsi storie, consentendo ad altri di collaborare alla creazione della storia crea un forte sentimento di gruppo, di fiducia reciproca e di intimità.

Grazie allo sviluppo di uno stile personale efficace si può facilitare l’accettazione di sé, migliorare la propria capacità di esprimersi e rafforzare il proprio sentimento d’identità senza la necessità di irrigidirsi in posizioni di difesa.

Temi: Tecnica base di Storytelling improvvisato, memorizzazione e narrazione orale, sviluppo dello stile personale, giochi di gruppo.

Destinatari: formatori, studenti, studiosi di scienze sociali

Spazio e materiali: sala ampia e libera da ingombri

Durata minima: 12 ore

SEMINARE E RACCOGLIERE:

Ci sono storie che sono arrivate a noi attraverso i secoli passando di bocca in bocca, ma ci sono tante storie ancora da raccontare. Imparare ad ascoltare e a scambiare storie con chi incontriamo è un modo semplice e immediato ma molto profondo per conoscersi.

Obbiettivi: Chi impara a raccontare impara anche ad ascoltare meglio, a cogliere nella voce, nelle parole e nei gesti di chi si incontra lo spirito, il senso profondo della narrazione.

Saper ascoltare attivamente, saper raccogliere le storie che incontriamo o che ci vengono regalate, ci apre agli altri, ci avvicina a loro in uno scambio piacevole e gratificante per entrambi.

Spesso quando la distanza culturale, religiosa, anagrafica fra due persone è grande può essere illuminante per la comprensione reciproca barattare delle storie e trovare un punto di incontro nel rispetto reciproco.

Temi: Ascolto e osservazione attivi, radici culturali, drammaturgia della narrazione, mimesica.

Destinatari: formatori, studenti, manager e team leader, studiosi di scienze sociali

Spazio e materiali: sala ampia e libera da ingombri

Durata minima: 12 ore

SEMINARE E RACCOGLIERE:

L’arte dello Storytelling è profondamente legata al linguaggio ma gran parte della comunicazione passa attraverso il corpo, la gestualità, la musicalità del narratore, per questo è possibile godere di un racconto persino se non conosciamo affatto o solo parzialmente la lingua in cui si esprime il raccontatore.

In tutto il mondo le performance di Storytelling vengono tradotte nel caso il raccontatore e il pubblico non parlino la stessa lingua e, trattandosi di una narrazione improvvisata, il traduttore deve sforzarsi non solo di offrire una traduzione fedele, ma anche di riportare al pubblico lo stile, l’atmosfera, lo spirito della storia all’impronta.

Obbiettivi: Ascoltare una storia in lingua straniera consente di familiarizzare con i suoni, i ritmi e le costruzioni verbali propri di quella cultura, inoltre la ripetitività tipica di alcuni elementi delle storie consente spesso di migliorare la propria comprensione della lingua straniera.

Cimentarsi nel racconto in lingua straniera sfruttando, là dove le lacune linguistiche impediscono la comunicazione, gli altri strumenti a disposizione porta a miglioramenti enormi nella competenza in un’altra lingua.

Esercitarsi nella traduzione all’impronta in stretta collaborazione con un altro narratore, sviluppa il lessico, la capacità espressiva e la familiarità con le altre lingue.

Temi: Tecnica di traduzione all’impronta, esercizi di racconto in coppia, grammelot, lingue straniere.

Destinatari: formatori, studenti, manager e team leader, studiosi di scienze sociali

Spazio e materiali: sala ampia e libera da ingombri

Durata minima: 12 ore


GRAFICA & FUMETTO

Il fumetto è all’apparenza un mezzo di comunicazione abbastanza recente e dedicato esclusivamente al pubblico dei più giovani. Ciò non è vero, almeno non del tutto. Il linguaggio usato per la creazione di una storia a fumetti ha radici molto antiche e sicuramente antecedenti alla creazione della scrittura. Soltanto la sua definizione nella parola “fumetto” è giovane di 150 anni.

In sé il fumetto è una raccolta di discipline ben più note e ben più stimate (pittura, video, narrazione, scrittura, documentazione storica). Il fumetto è un mezzo dalle molteplici possibilità e non solo un media “leggero” per gli infanti, gli adolescenti e gli affetti dalla sindrome di Peter Pan. Il fumetto è “anche” per i più giovani. Il fumetto è un mezzo senza età.

LINGUAGGIO E STORIA DELLA NONA ARTE:

Anche chiamata la nona arte, il fumetto è mezzo espressivo che raccoglie una moltitudine di diverse discipline creative e artistiche. In particolare ci si concentrerà su alcuni aspetti di questo linguaggio come la costruzione di una storia e le regole narrative di base per riuscire a narrare in maniera adeguata un racconto, le basi di disegno e le diverse inquadrature utilizzate a livello narrativo ed emotivo, l’analisi delle espressioni facciali e del linguaggio corporeo, la giustapposizione delle vignette di una o due pagine e i tempi di narrazione, le regole tipografiche e l’attuale sistema editoriale italiano e mondiale. 

Obbiettivi:

  • Comprensione del significato e del mezzo fumetto. 
  • Introduzione storica delle origini del mezzo, della sua storia, della sua evoluzione degli ultimi 120 anni e dei cambiamenti che attualmente il mezzo sta subendo. 
  • La trasposizione sui tablet, le possibilità di internet, le nuove applicazioni mediante ad altri mezzi affini al fumetto.
  • Realizzazione di una breve storia di una o due pagine di un fumetto con una sceneggiatura uguale per tutti per comprenderne lo schema base, il linguaggio, la semiotica e il ritmo di lettura.

Temi: Creazione collettiva di una breve storia a fumetti compresa la documentazione, bozza, storyboard, sceneggiatura, il disegno nelle sue varie fasi, la riproduzione.

Destinatari: formatori, studenti, studiosi di scienze sociali

Spazio e materiali: sala media con accesso a proiettore

Durata minima: 12 ore

IL DIARIO DI VIAGGIO ED IL GRAPHIC JOURNALISM:

Sin dall’alba dei tempi l’essere umano ha avuto la tendenza di documentare la propria esistenza. Dai disegni rupestri alla Colonna Traiana. Ai giorni nostri, ognuno, può documentare nel suo piccolo il proprio vissuto tramite la scrittura, il diario, il collage, il disegno, il blog, le pubblicazioni, il video, l’audio. In questo ciclo di lezioni si affronterà nella fattispecie il “come tenere un diario” personale e/o documentaristico. Quali sono le premesse e i metodi di documentazione, quali i mezzi per la realizzazione. 

Obbiettivi:

  • Mostrare all’utente il giusto processo per una documentazione personale e/o impersonale. 
  • Apprendere le varie tecniche di scrittura, disegno, illustrazione materiale e/o virtuale. 
  • Comprensione dello scopo del giornalismo grafico e delle sue implicazioni socio-morali. 
  • Mettere in gioco la propria esistenza ed il proprio vissuto
  • Realizzazione di un piccolo diario di viaggio e/o di vita vissuta.
  • Inoltre verrà illustrata una panoramica di esempi di carnet di viaggio e di graphic journalism (Spiegelmann, Sacco, Zograf, Longhi).

Temi: tecniche di documentazione, metodologia del mezzo e di giusta osservazione tramite esercizi pratici, piccole basi di semiotica.

Destinatari: formatori, studenti, studiosi di scienze sociali

Spazio e materiali: sala media con accesso a proiettore

Durata minima: 12 ore

TECNICHE VISIVE DI AGEVOLAZIONE LINGUISTICA:

Tramite una prima infarinatura sul fumetto e sulle basilari regole della grafica (le discipline non discostano tra di loro, anzi, si integrano) si butteranno le basi per vari esercizi didattici per imparare meglio la lingua corrente o la seconda lingua. 

Obbiettivi:

  • Partendo dalle basi della creazione di una storia narrata tramite la giustapposizione di immagini, il mezzo fumetto, che comprende varie discipline narrative, diventa un ottimo mezzo per agevolare la comprensione della lingua italiana ai ragazzi stranieri appena arrivati in Italia. 
  • Questo corso è adatto anche alla comprensione della seconda lingua.
  • Verranno illustrati vari esercizi tramite il disegno, la creazione di dialoghi, giochi di comunicazione, sempre con lo scopo di attirare la curiosità degli utenti interpellati.
  • Realizzazione di uno o più esercizi illustrati per comprenderne lo schema e la loro fattibilità.

Temi: Creazione e ragionamento sugli esercizi didattici in relazione alla grafica e al fumetto

Destinatari: formatori, studenti, studiosi di scienze sociali

Spazio e materiali: sala media con accesso a proiettore

Durata minima: 12 ore

I SEGNI DELLA POLITICA:

Tramite l’analisi e la conoscenza storica dei simboli (semiotica) e della loro potenza comunicativa e l’analisi di messaggi (slogan), si potrebbe riconquistare la curiosità dei più giovani verso un argomento divenuto sempre più astratto e lontano: il linguaggio politico. 

Al di là delle parti, è importante capire quali valori e principi sono insiti nei simboli e nelle parole della politica, per comprenderne fino in fondo il significato e reagire in modo consapevole alle derive propagandiste, arrivando a padroneggiare questo linguaggio per poter poi esprimere in modo efficace le proprie istanze.

A partire da una discussione condivisa i partecipanti si alleneranno a un simbolo in maniera corretta ed abbinarvi un corretto slogan.

Un modo per dare voce anche a chi non ha sufficiente esperienza per comprendere la politica, ma che rappresenta il nostro futuro.

Obbiettivi:

  • Implementare la coscienza politica dei giovani in un momento storico dove la politica ha perso molta credibilità e risulta difficile riconoscere i valori che muovono le scelte che ci coinvolgono tutti.
  • La realizzazione di motti, slogan politici ad opera dei partecipanti tramite la discussione e la giusta scelta di simboli. 
  • Analisi delle parole e dei segni. 
  • Realizzazione di un manifesto politico e/o emotivo. 
  • Nel corso verranno insegnate anche le regole base di grafica e di scelta del giusto tipo di scrittura (la font).

Temi: brainstorming sul “essere politico”, sul come fare politica, sul partecipare attivamente tramite il disegno, la grafica, la semiotica e la scrittura. Panoramica delle tecniche di marketing virale, sia virtuale che locale.

Destinatari: studenti, studiosi di scienze sociali

Spazio e materiali: sala media con accesso a proiettore

Durata minima: 12 ore